Nella società occidentale liberal-capitalistica, il teatro è un processo liminoide

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Nella società occidentale liberal-capitalistica, il teatro è un processo liminoide che si svolge nel tempo liminoide dello svago fra i tempi del ‘lavoro’ nei quali si gioca un ruolo.
E’, in un certo senso, ‘gioco’ [play] o ‘intrattenimento’ (entertainment), (che etimologicamente significa “tenuto nel mezzo”, cioè è un fenomeno liminale o liminoide). Ho ipotizzato che esso sia in origine uno dei generi derivati per astrazione dal primitivo ‘rituale’ che coinvolgeva l’intera società e faceva parte sia del ‘lavoro’ che del ‘gioco’, prima che la divisione del lavoro e la specializzazione frantumassero questo grande ensemble o Gestalt in professioni e attività specifiche.
In origine il teatro aveva, fra le altre cose, il compito di risolvere le crisi che affliggevano tutti e di attribuire un significato alla sequenza di eventi apparentemente arbitrari e spesso di aspetto crudele che seguiva i conflitti personali o sociali.
la semplice tesi che sto cercando di dimostrare (e per darle il necessario sostegno di prove c’è bisogno di un lungo lavoro di ricerca) è che nelle più semplici società preindustriali, recitare un ruolo sociale e esemplificare uno status facevano a tal punto parte della vita quotidiana, che la recitazione il rituale di un ruolo, fosse pure diverso da quello giocato nella vita profana, era della stessa specie di quella che ciascuno svolgeva come figlio, figlia, capo tribù, Shah mano, madre, capo. La differenza fra la vita ordinaria e quella rituale (o straordinaria), era più che altro una questione strutturale e quantitativa, non qualitativa. Nel rituale, i ruoli erano separati dal flusso in atto della vita sociale in cui normalmente erano inseriti, e scelti come oggetto di una particolare attenzione, oppure erano visti come punti di entrata o di uscita in un processo continuo (da ragazzo a uomo, da ragazza a donna, da comune cittadino a capo, da abitante del villaggio a membro di una comunità religiosa di cacciatori, da fantasma ad antenato e così via) .
Ma in queste società recitare significava principalmente giocare un ruolo; il criterio predominante dell’individualità, dell’identità, era la persona. Perciò il vero protagonista, sia della vita che del rituale, era il grande collettivo che articolava le personae in strutture gerarchiche o segmentate.
La persona lavora, l’individuo gioca. E, la prima è dominata dalla necessità economica, il secondo è intrattenuto; la prima vive nel modo indicativo della cultura, il secondo in quello congiuntivo o Ottati Ivo, nei modi del sentimento e del desiderio, contrapposti a quegli atteggiamenti conoscitivi che mettono in rilievo la scelta razionale, la piena (Benché riluttante) accettazione del rapporto causa effetto, il ripudio della partecipazione mistica o delle affinità magiche, il calcolo dei risultati probabili dell’azione, e la consapevolezza realistica dei limiti di quest’ultima.

Viktor Turner

 

 

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